graffiti_basilica

Chi ha visitato con attenzione la Basilica di San Giulio sulla omonima isola, si sarà accorto che  numerosi sono  i graffiti incisi da mani vandaliche sugli affreschi dei piloni.

Tuttavia questi graffiti rappresentano una sorta di diario che spazia dagli inizi del XVI alla fine del XVII secolo.

Il più antico di questi graffiti riporta che nei giorni 21,22 e 24 aprile del 1513 Impetuositas ventorum, pruina maxima, nix maxima ( vento impetuoso, moltissima brina e neve ). Numerose di queste iscrizioni si riferiscono all’andamento dell’annata:

1523 Magna pluvia e frigus et poestis in Orta

1588 Non venit nix

1600 Abundantia permaxima omnium rerum ad victum, ripetuta poi anche in italiano vista l’importanza Abondanza del tutto che mai simile.

Un graffito datato MDXXXIII die 27 augusti riporta la guarigione di una ossessa ad opera del vescovo Arcimboldo e ottenuto per grazia di S.Giulio.

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