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Giovanni Pietro Olina fu filosofo, teologo, dottore in legge e naturalista (1585-1645 date incerte). Nel 1622 venne pubblicato a Roma, per i tipi di Andrea Fei, il volume “L’Uccelliera overo discorso della natura e proprietà di diversi uccelli e in particolare di que’ che cantano, con il modo di prendergli, conoscergli, allevarli e mantenergli“. L’importanza di questo volume risiede nel fatto che l’Olina si cimentò in quello che si ritiene il primo tentativo programmatico di repertorio ornitologico nella storia della scienza.

Giovanni Pietro apparteneva alla antica famiglia di Orta Novarese degli Olina. Alla stessa famiglia sono appartenuti il notaio Elia, autore dell’importante diario rivierasco scritto tra il 1523 ed il 1560 ed il giureconsulto Giovanni, ostaggio di Anchise Visconti durante il saccheggio di Orta del 1524.

La passione per la caccia caratterizzò Giovanni Pietro fin dall’età giovanile. Dopo aver compiuto gli studi a Siena dove si laureò in lettere, teologia e filosofia, venne accolto a Roma dal Marchese Cassiano dal Pozzo ove rimase per molto tempo.

Trasferitosi poi a Novara dove venne nominato canonico della cattedrale, qui si spense nel gennaio del 1645.

La lettura dell’Uccelliera può suonare ben strana all’uomo moderno. Molte sono le curiosità ed i metodi suggeriti dall’Olina per poter catturare ed allevare gli uccelli.

Per stimolarli al canto ad esempio Giovanni Pietro suggerisce che prima tredici, poi quattro persone suonino strumenti diversi come la tromba, la chitarra, il flauto, la spinetta ed il violoncello.

Per catturare le starne occorre invece costruire un gabbione aperto anteriormente: successivamente un uomo recante una maschera a forma di testa di bue , con un grembiulone e suonando un campanaccio si avvicina lentamente alle starne così da sospingerle nella gabbia.

Taluni sostengono che il testo dell’Olina sia in realtà una riedizione di un testo precedente “Il canto degl’ augelli” di Valli Antonio da Todi, pubblicato a Roma nel 1601. Ed all’Olina si rimprovera di non averlo ammesso nel testo.

Le tavole illustrate dell’Ucceliera furono curate da tre artisti di fama: Antonio Tempesti (detto il Tempesta o tempestino), Francesco Villamena e Giovanni Maggi.

Come abbiamo detto in precedenza la prima edizione vide la luce a Roma nel 1622, successivamente nel 1684 venne stampata la seconda edizione. Si dovette poi attendere il 1838 quando la Tipografia Motta di M.Carrara decise di ripubblicare il testo senza tavole e dedica.

Nel 1930 Giulio Brighenti decise di riproporre una copia anastatica di questo raro volume. Ne vennero stampate 300 copie in edizione numerata.

Nel novembre 1959 infine l’editore milanese Ferriani diede alle stampe una nuova edizione dell’Uccelliera con prefazione e note a cura di Piero Chiara.

Bibliografia essenziale:

Il Diario del Notaio Elia e il mondo ortese degli Olina, Comune di Orta S.Giulio 1990

Il Lago d’Orta pagine di letteratura, viaggi e ricordi da “Lo Strona”, Fondazione Enrico Monti 2008

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