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Scheda a cura di  G.Ingaramo L.Apollonio, tratta dalla Mostra Convegno Architetture da Salvare – 22 novembre 2003 Borgomanero Salone SOMS

La Casa Rossa – Progetto Ing. Francesco Frisa – 1934

Casa di abitazione multipiano con locali commerciali al piano terreno. Committenti furono i Fratelli Savoini titolari dell’omonima cereria. I lavori comportarono la completa demolizione di un fabbricato preesistente, e furono eseguiti dall’Impresa Tosi e Gattone.

Le strutture sono in calcestruzzo armato, con travi della luce eccezionale, per un edificio di civile abitazione, di metri 9.40. Per eseguire il getto dei calcestruzzi venne realizzato nell’alveo dell’Agogna un ponteggio a rampe continue che consentiva il trasporto con le carriole del calcestruzzo dalla betoniera posta al piano terra sino ai piani via via più alti.

Le facciate furono realizzate in modo simile a quelle della Casa del Balilla del 1931: i davanzali, i rivestimenti al piano terra, gli scarni elementi decorativi furono eseguiti in travertino. Le facciate ad intonaco “tirolese” colorato.

Caratterizzano la facciata i bowindow ed i balconi aggettanti con i parapetti in muratura cieca e le ampie aperture delle finestre e, al piano terreno, delle vetrine: l’impiego di elementi architettonici  a sbalzo o di grande luce, così come le notevoli luci dei solai interni, sono stati resi  possibili solo con l’impiego, da parte del progettista, di strutture con elevata capacità di resistenza, propria del calcestruzzo armato.

La Casa Rossa come appare oggi dopo il recente restauro

Si può dire che queste caratteristiche tecniche resero la casa Savoini nettamente riconoscibile dalle altre che ancora venivano costruite con tecniche tradizionali, e  grazie anche alle facciate rifinite con il caratteristico colore rosso mattone, l’edificio divenne un punto di riferimento nel paesaggio cittadino così popolare, che per tutti i borgomaneresi, divenne, da allora, “la casa rossa”. 

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