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a cura di Fabio Valeggia – Articolo tratto da “il Voltone” anno 2009 – num 2

Il cenotafio, ovvero il monumento funebre, della SOMS presso il cimitero di Borgomanero venne inaugurato il giorno 7 novembre del 1909. Il settimanale dell’epoca “L’Amico”, ci viene in aiuto per chiarire come si svolsero i fatti:

La solita Commemorazione annuale ha assunto quest’anno un carattere di solennità speciale, dovuta all’inaugurazione del Monumento eretto nel nuovo cimitero, su disegno dell’Ill. Ing. Comm. Stefano Molli. Il tempo favorì splendidamente la mesta Cerimonia e una lunga sfilata di sodalizi colle rispettive bandiere partì dalla Sede della Società Operaia per recarsi al Cimitero. Onorava pure la nobile schiera l’On. Marchese Nicolò Leonardi

 

Sempre “L’Amico” ci riporta quali furono gli oratori della giornata:

 “L’Egregio Avv. Carlo Monti Presidente della Società Operaia, pronunciò un bellissimo discorso, la cui impronta fu l’ideale grande, sublime dello spirito di fratellanza che deve unire tutti gli operai fra di loro, come deve imporre a quelli di condizione più agiata l’obbligo di aiutare gli umili…Parlò pure l’operaio Giustina Battista che ricordò i primi tempi della Società, ne seguì il cammino vittorioso, e mandando un salve affettuoso a quelli che furono e che tanto fecero per la Società, concluse esortando tutti gli operai a tenersi uniti e saldi al loro vessillo ove sta scritto (fede e lavoro) perché la società abbia a poter esplicare sempre e con crescente costanza la sua opera benefica”.

Ma per capire meglio le vicende legate alla costruzione del monumento funebre occorre andare indietro di parecchi anni. Fin dai primi tempi della Società Operaia era uso celebrare una messa di suffragio per i soci defunti presso l’Oratorio di Sant’Antonio. Tale abitudine era anche riportata nel Regolamento all’art. 102. Il sentimento religioso dei soci era sicuramente molto ben radicato tanto è vero che le esequie venivano sempre accompagnate da otto soci opportunamente delegati dal Consiglio e muniti di torce e coccarda con nastro nero. All’epoca, era uso pagare al Parroco, un diritto stabilito in lire due per poter accedere in chiesa con le torce accese: in occasione della morte del socio Pietro Giustina durante lo svolgimento del Consiglio si fece osservare come “due lire erano denaro sprecato e che per parte del parroco non sono che pretesi diritti” richiedendone pertanto l’abolizione. La proposta venne accolta e superato il caso contingente delle esequie imminenti del socio Giustina (4 febbraio 1865) per il quale la Direzione trovò corretto versare al parroco il solito compenso, con la seduta successiva dell’Assemblea Generale si stabilì di non doversi più attenere ad una così ingiustificata pretesa.

Insomma i tempi cambiano e anche la Parrocchia si trova sempre più sovente in difficoltà a reperire un sacerdote disponibile a celebrare il giorno festivo nell’oratorio di Sant’Antonio la messa di commemorazione per la Società Operaia.

Il 15 novembre del 1884 il Consiglio, rilevate le difficoltà oggettive che ogni anno si incontravano per la commemorazione dei soci defunti, segnalava la necessità di erigere nel cimitero comunale un monumento funebre affinché ogni anno nel giorno della commemorazione dei morti vi si deponesse una corona di fiori quale tributo di affetto e amore alla memoria dei soci.

Venne a questo scopo stanziato un fondo di lire 200 incaricando l’ing. Giuseppe Primatesta di predisporre un progetto di monumento. La ristrettezza della vecchia area cimiteriale non permise però di individuare un luogo adatto per l’erezione del cippo, pertanto il Consiglio decise, visto anche che si iniziava a valutare la costruzione del nuovo cimitero in località Sorga, di ripiegare sulla posa di una semplice lapide da posizionare sul muro meridionale dell’Oratorio tra le tombe delle famiglie Piletti e Pagani. L’Assemblea decretò altresì che in attesa della costruzione del nuovo cimitero, le 200 lire già stanziate venissero depositate presso la Banca Popolare di Novara per poter poi essere utilizzate quando necessarie per la costruzione del monumento.

Il 1° novembre 1886 avvenne la cerimonia di inaugurazione della lapide con la partecipazione del corpo musicale e l’intervento della Società Filarmonica e la Ginnastica.

Passarono gli anni e nel 1904 finalmente, si abbandonò il vecchio cimitero napoleonico per inaugurare il nuovo e più ampio cimitero della Sorga. Si ritornò pertanto a discutere all’interno della Società Operaia, della necessità di erigere un monumento funebre per la cui costruzione erano state accantonate 200 lire vent’anni prima. Ora il fondo constava di 629,02 lire per effetto degli interessi maturati al quale si dovevano aggiungere 526 lire raccolte con una sottoscrizione aperta all’inizio del 1909.

Il 30 luglio del 1909 il Presidente avv. Monti espresse l’intenzione che la costruzione del monumento per molto tempo rimandata avesse compimento in modo celere, di modo che il 1° novembre di quell’anno si potesse appagare il desiderio comune recependo il progetto dell’ing. Molli.

E così come abbiamo visto all’inizio di questo articolo avvenne. Pur con qualche giorno di ritardo rispetto alle previsioni dell’avv. Monti, il 7 di novembre del 1909 venne inaugurato il cenotafio presso il cimitero della Sorga. Alla base del monumento venne posta la seguente frase a memoria dei posteri:

NEL PENSIERO DEI VIVI

LA MEMORIA DEGLI ESTINTI

RINNOVI PERENNE IL RICORDO

DI CIVILI VIRTU’

AL GIUSTO AUSTERO – ALL’UMILE OPEROSO

PIA CONCEDA LA TOMBA – ETERNA QUIETE

 

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