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a cura di Alberto Temporelli – Articolo tratto da “il Voltone” anno 2010 – num 1

Fra le famiglie più abbienti di Corconio sin dalla seconda metà del XVI secolo ricordiamo la famiglia Bonola il cui capostipite, Giorgio Bonola, fece fortuna trasferendosi prima a Milano, poi a Pisa dove intraprese l’attività di oste.

Il figlio Rocco praticò a Milano l’arte della mercatura in telerie e merletti, quindi si dedicò al remunerativo commercio di vini e alla gestione di ben otto trattorie, nonché al commercio di opere d’arte. Con Rocco, padre del pittore Giorgio Bonola (1657-1700), la famiglia Bonola si assicurò un cospicuo patrimonio in fabbricati e terreni e poté vivere agiatamente nella propria villa a Corconio costruita di fronte alla chiesa di S. Stefano, che venne eretta proprio per iniziativa della famiglia Bonola.

Uno dei discendenti di questa famiglia illustre fu l’avvocato Gerolamo Bonola fu Angelo, ardito patriota risorgimentale che partecipò alle Cinque Giornate di Milano nel marzo del 1848. Si sposò con Isabella Ferrario e da questo matrimonio nacquero quattro figli: Giulio, Anna Maria, Maria Caterina, Adele. Gerolamo Bonola si spense il 20 agosto 1879 lasciando i suoi cospicui beni ai quattro figli.

Il geom. perito agrimensore Annibale Bertotti  [1] con studio di Ingegneria agraria a Borgomanero, fu incaricato di compiere la divisione dei beni dell’avv. Gerolamo Bonola tra i suoi quattro figli. Il 28 novembre 1894 procedette alla ricognizione, descrizione e stima di ogni stabile, quindi passò alla formazione dei piedi divisionali.

A norma testamentaria metà delle sostanze passarono al figlio Giulio, lasciando l’usufrutto alla vedova Isabella Ferrario finché fosse stata in vita. L’altra metà dei beni fu divisa in tre parti uguali fra le figlie Maria Anna, Caterina ed Adele.

Lasciò all’erede universale avv. Giulio Bonola Lorella la casa civile e rurale (ora sede della Biblioteca Marazza) con corte, orto e chioso annessi all’abitato di Borgomanero in Via Provinciale per Arona (oggi viale Marazza).

Inoltre al figlio Giulio furono trasmesse le seguenti proprietà con relative masserie:

Tipologia del terreno (Piede A) Regione-toponimo (Borgomanero) N° mappale Superficie in are Superficie in pertiche
Casa civile e rurale con corte, orto e chioso In Via Principale per Arona a Borgomanero 3415-3417; 3422-3423;2233 350,17 53,14
aratorio Madonna di Loreto 2208 30,54 4,16
aratorio Madonna di Loreto 2486 15,82 2,10
aratorio Reg. Sarte detto il Campone 5719 134,72 20,14
Prato adacquatorio Al Maglio detto del Molinaro 934-935-938 81,01 12,9
Vigna Reg. Comiona 501 7,10 1,2
Aratorio-vigna Rossino 1257 6,68 1,0,6
Casa rurale con corte, orto e latifondo Cascina Marazzini 6678-6683, 690-691 349,3,2 53,9
Aratorio e pascolo Reg. Roy 6872, 6875 171,80 26,6
Aratorio, vigna e pascolo Alle Vigne di Caristo 6578, 6579 97,10 14,20
Bosco forte, pascolo e aratorio Reg. Marzasco di Caristo 6496-6497 142,07 21,17
Brughiera, aratorio e vigna Reg. Caristo sopra la cascina 6661, 6662, 6664 193,90 29,15
Cascina e latifondo Masseria al Monello 170, 174-180, 1023, 1116-1119, 1124 786,22 120,3
Brughiera nuda Detta La Costa in reg. Monello 1033 53,18 8,3
Brughiera boscata Al Prossimo 1239 17,18 2,15
Vigna e aratorio Alle Verzole o Vignonereg. Monello 231, 233 26,44 4,1
Brughiera Verzole o Borghetto reg. Monello 188 10,63 1,15
Brughiera detta Selvoni Reg. Monello 168 89,18 13,15
Brughiera detta Selvoni Reg. Monello 166 41,45 6,8
Bosco forte detto Selvoni o Costino reg. Monello 158 14 3,16
Prato e bosco Al Moriano Reg. Monello 127 27,0 4,3
Aratorio e prato S.Marco o Srazzoni 1010, 1015-1016 353,42 54
Aratorio Ceredo in reg. Monello 2365 10,09 1,13
Brughiera Al Prossimo reg. Monello 1239 1,19 0,7
Bosco di castani Reg. Bocciola detto la Selva 20 36,67 5,14,5
Casa rurale con bosco ceduo misto e vigna campiva Regione Vacciaghetto 67-68-69 98,45 15,1

Alla signora Anna Maria Bonola andarono le proprietà che si trovavano nel territorio di Maggiora:

Tipologia del terreno(Piede B) Regione-toponimo(territorio di Maggiora) N° mappale Superficie in are Superficie in pertiche
Casa rurale con orto, prato e aratorio annessi Cascina Parolini di Maggiora 3483-3484, 3452, 3485, 3450-3451, 3453 292, 51 44,16,8
Aratorio e prato Reg. Ricci 3426-3427 24,42 3,17,6
Aratorio e prato Reg. Bonda 3553-3554 31,17 4,18,3
Aratorio Reg. Sungelio 3565 20,98 3,4,11
Prato già aratorio Detto Campino Bonda 3489 3,99 0,14,8
Aratorio Reg. Bisio 2954 86,06 13,3,7
Prato e bosco Reg. Carega 3034-3034 bis 84,94 12,23,6
Bosco Reg. Costa 2979 14,91 2,6,8
Bosco, vigna, pascolo Reg. Valtassera 3207-3210 36,74 5,14,10
Vigna e bosco Reg. Sortola 1488-1490 55,91 8,13
Prato e ghiareto Reg. Oliva 2839-2840 108,11 16,12,4

Alla signora Adele Bonola che sposò l’avv. Ambrogio Marazza, futuro padre dell’on. Achille Marazza, andarono le seguenti proprietà nel territorio di Borgomanero:

Tipologia del terreno (Piede C) Regione-toponimo (territorio di Borgomanero) N° mappale Superficie in are Superficie in pertiche
Casa colonica con corte, e orto annesso Regione Agogna 99, 102 4,63 0,17
Prato detto Prazzoni o prato dei pomi reg. Agogna 1017 79,10 12,2
Prato adacquatorio Reg. Prazzole detto il prato buono 2531-1252, 964 191,99 29,8
Vigna, prato e ripa boscata Corona in reg. Caristo 6390,6392, 6397 52,62 8,1
Brughiera boscata Alle Vigne in reg. Caristo 6581 58,91 9
Brughiera Detta Selvoni  in Reg. Agogna 135-136 36,27 5,13
Aratorio Detto Carmino in reg. Agogna 997 80,17 12,6
Aratorio Detto Prazzole o Campo Lungo in reg. Agogna 952 98,18 15,00
Aratorio Detto S. Marco o Campo Vallone Reg. Agogna 947 47,18 7,5
aratorio Detto S. Marco o Prà Bugnino Reg. Agogna 119 23,46 3,14
Aratorio moronato Detto Carmino o Campo Spirito 1012 33,55 5,3
Aratorio Detto Croce o Gruetto 1843-1845 60,55, 9,6
Aratorio Reg. Orlongo 787 25,10 3,20
Aratorio Reg. Lanca 2511 29,45 4,12
Aratorio Reg. S. Caterina o Flecchia 2081 18 2,18
Aratorio Reg. Vallera piccola 1861 7,36 1,3,0
Aratorio Reg. Briga 853-854 68,18 10,10
Aratorio Denominato Lanca 2425-2436 26,18 4,0,0
Aratorio Denominato Lanca 2200 25,37 3,21
Vigna Reg. Duno 1654 28,17 4,11

Alla signora Caterina Bonola che sposò il notaio avv. Ignazio Meda abitante in Suno, andarono le seguenti proprietà:

Tipologia del terreno(Piede D) Regione-toponimo (territorio di Borgomanero) N° mappale Superficie in are Superficie in pertiche
Casa colonica con corte e orto annesso Reg. Agogna 99, 402 4,63 0,17
Prato adacquatorio e ripa boscata Al Molino del Maglio 796, 930, 933, 937 203,99 31,4
Prato adacquatorio e aratorio Reg. Cerea o Rivani 5309-5310 56,18 8,14
Vigna Alla Verzola nella reg. Agogna 257 21,55 3,7
Vigna, aratorio e prato Alla Corona reg. Caristo 6382, 6388 28,91 4,10
Porzione di brughiera Alle Vigne in reg. Caristo 6581 72,00 11,00
Brughiera cespugliata Reg. Selvoni 137-138 26,72 4,2
Aratorio Reg. S. Marco detto il campo dell’aia 119 79,63 12,4
Aratorio Reg. S. Marco detto il campo vicino a casa 945 127,36 19,11
Aratorio moronato Reg. S. Marco detto il Vallone 949 46,64 7,3
Aratorio Reg. Carmino detto Campo corto 1008 36,82 5,15
Aratorio Reg. Piola 3339 16,91 2,14
Aratorio Reg. Vallera 1828-1831 72,52 11,2
Aratorio Reg. Orlongo detto Baraggiola 715 9,81 1,12
Aratorio Reg. Salamagna e Ceredo 2587 38,19 5,20
Prato già pascolo Reg. Marzasco 6484 16,36 2,12
Aratorio Reg. Selvetta 5529-5530 27,27 4,4
Vigna Reg. S. Giovanni 3327 22,05 3,8,10
Vigna Reg. Valtassera 3199-3200 51,66 7,21,6

Il valore dell’eredità ammontava complessivamente a lire 156.994,56: il valore del lotto che fu consegnato al figlio Giulio (piede A) era di lire 98.121,60; il valore di ciascun altro lotto (piedi B-C-D) ereditati dalle tre sorelle, era invece di lire 19.624,32. Il documento fu firmato dal geom. Bertotti e datato 31 ottobre 1895.

L’ avv. Giulio Bonola Lorella (Luino 1865 – Borgomanero 1939), discendente della facoltosa famiglia, studiò presso gli istituti Rosminiani di Stresa e Domodossola, si laureò in Legge a Roma nel 1889 e compì studi di approfondimento giuridico a Strasburgo, Berlino e Oxford dove apprese anche le lingue. Esercitò a Milano la professione forense soprattutto nel campo del diritto amministrativo.

Si dedicò anche a studi artistico-letterari scrivendo un’opera sul Trittico di Borgomanero, una sulla Ferrovia del Sempione, inoltre studiò il Carteggio fra Alessandro Manzoni e Antonio Rosmini e fra il Tommaseo e Rosmini. Nel 1908, in seguito alla crisi amministrativa del Comune di Borgomanero, accettò l’incarico di Sindaco. Si dimostrò generoso con la Comunità di Borgomanero donando il terreno adiacente al Foro Boario. Morì nel 1939 a Borgomanero e fu sepolto nel cimitero della Sorga [2]

La Cascina Monello a Borgomanero

Fra le proprietà ereditate dall’avv. Giulio Bonola vi era la cascina Monello che fu affittata dal 1896 al 1905, ai contadini Cerutti Angelo fu Serafino e a Mora Battista di Daniele. I conduttori si impegnarono a pagare all’avv. Giulio Bonola lire 1.300 annue in due rate da versare il 30 giugno e il 1° novembre. Il contratto poteva essere rescisso il terzo e il sesto anno mediante preavviso. Insieme alla casa vennero affittate anche le terre adibite a brughiera, prati, boschi, aratori, vigne, pascolo, frutteto.

Come di consuetudine, i contratti di locazione prevedevano che gli affittuari si attenessero ad una serie di clausole veramente severe che condizionavano assai i conduttori del latifondo. Oltre all’affitto, i conduttori erano tenuti anche a pagare gli appendizi che consistevano nel dare al padrone un tacchino del valore di lire cinque, sei capponi del valore di dodici lire, sei pollastre del valore di sei lire, inoltre cento fascine per complessivi sei quintali di legna annua.

Gli affittuari erano obbligati a piantare i filari di gelsi e sostituire nelle terre padronali le piante morte con venti rovere e trenta altre piante d’alto fusto quali noci, castagni e pioppi. L’affittuario doveva prestare servizi gratuiti per il padrone con il suo barozzo in varie località limitrofe a Borgomanero. I contadini erano obbligati a prestare la loro mano d’opera gratuitamente qualora i proprietari ne avessero avuto bisogno per sistemare gli edifici rovinati della masseria; dovevano zappare due volte all’anno le vigne, concimarle e, se necessario, roncarle.

Era diritto del locatore prelevare vino, uva e bozzoli e venderli al prezzo di mercato scalando dall’affitto il guadagno ottenuto. Era proibito ai conduttori subaffittare il fondo. Se il padrone avesse voluto vendere o permutare la sua tenuta poteva farlo rescindendo il contratto d’affitto obbligando i conduttori a cambiare abitazione. Quest’ultima clausola fa ricordare alcune scene del film L’Albero degli zoccoli del regista Ermanno Olmi.

Nel contratto di affitto della cascina Monello vengono descritti gli edifici che la componevano nel 1896. Si accedeva alla cascina Monello attraverso una porta carraia che immetteva in un cortile con scolo d’acqua fatto di grossi ciottoli; quindi vi era un forno munito di bocca da fuoco con stipiti di sasso con pavimento fatto di tavelloni, un portico con il pavimento di terra battuta, un porcile e un pollaio.

L’abitazione era composta al piano terra da tre cucine, due cantine, un altro portico annesso alle cantine sopra il quale vi era un fienile. Una scala di legno conduceva al piano superiore e attraverso un ballatoio di vecchi assi si accedeva a due camere poste sopra le cucine del piano terra, altre due camere erano ubicate sopra la cantina. Una seconda scala conduceva al secondo piano sotto il tetto dove si trovavano due magazzini ed un fienile.

Un secondo braccio di fabbricato posto a nord del cortile era costituito da tre cucine e due cantine. A ponente vi era un portico; una scala di legno conduceva al piano superiore, passando sul ballatoio di assi si accedeva a cinque camere . Sopra il portico si trovava un fienile e un magazzino. Al piano terreno vi era la stalla sopra la quale era posto un altro fienile. A mezzogiorno vi erano due porcili con i pollai nella parte superiore; un altro porcile si trovava a levante. Quindi vi erano uno stallino e un altro fienile. Infine viene descritto un pozzo d’acqua potabile posto fra lo stallino e la porta carraia, con tornio di legno e una buona catena per il secchio, coperto da voltino fatto in cotto.

La Cascina Marazzini nella frazione di Caristo a S.Cristina di Borgomanero

La cascina Marazzini fu proprietà dell’avv. Giulio Bonola a partire dal 1879. Il 15 marzo 1896 venne stilato un contratto di locazione per otto anni tra la signora Isabella Ferrario vedova Bonola, usufruttuaria dell’edificio rurale, e i contadini Giovanni Mora fu Francesco e Silvestro Mora di Luigi.

Oltre alla casa rurale con cortile e orto, vennero affittati prati, aratori, boschi, vigne e una brughiera. I conduttori dovevano pagare la cifra annuale di lire 1.450 in due rate, una da versare a giugno ed una a novembre per San Martino. Si dovevano aggiungere all’affitto anche le cosiddette annue appendizie, cioè un tacchino del peso di cinque Kg, otto capponi del peso di due Kg cadauno, otto pollastre del peso di un Kg cadauna. Gli affittuari furono costretti a piantare a loro spese entro il primo anno di affitto, i filari di gelsi secondo le indicazioni fornite dall’agrimensore. Oltre ai filari di gelsi i conduttori dovevano piantare venti roveri e trenta piante d’alto fusto (castagni, noci, pioppi ecc.). Infine i conduttori dovevano prestare dei servizi per la signora Locatrice conducendo con le loro barozze prodotti agricoli dove ella richiedeva, oppure compiendo lavori agricoli o di altra natura richiesta dalla padrona.

Qualora fosse stato necessario riparare i caseggiati presi in affitto i conduttori dovevano prestare la loro mano d’opera portando il materiale necessario senza alcun compenso. I conduttori dovevano zappare le vigne due volte l’anno ed ingrassarle ogni tre anni; quando l’agrimensore lo riteneva opportuno avrebbero dovuto anche roncarle e piantare le vigne giovani. In compenso veniva concesso loro di coltivare fra i filari il granoturco. Se le piante di proprietà della Locatrice morivano, il conduttore doveva sostituirle con piante sane e giovani previamente avvisando la padrona, e trasportando senza compenso le piante abbattute nella casa della Signora ubicata a Borgomanero. La Signora si arrogava il diritto di abbattere e trasportare dalla masseria tutte le piante che avesse creduto opportuno per suo uso.

Era sempre facoltà della Locatrice quella di farsi “consegnare i bozzoli e l’uva o il vino ricavati dalla masseria al prezzo del mercato, e di eseguirne Essa stessa la vendita computando il ricavo a conto dell’affitto”. I conduttori non potevano “vendere i bozzoli, l’uva e il vino senza prima darne avviso alla Signora Locatrice”, e l’ammontare del ricavato doveva venire versato “nelle mani della Signora Locatrice a conto dell’affitto.”

La Locatrice aveva il diritto di stornare dall’affitto, qualora lo ritenesse opportuno, quelle porzioni di terreno che avrebbe desiderato per coltivarle “ad economia, od affittarle ad altri per dissodamenti in parola e per le nuove coltivazioni che la Signora Locatrice volesse fare ad economia.”

Era severamente proibito ai conduttori di subaffittare tutta o una parte della proprietà Bonola pena l’immediata rescissione del contratto. Nel caso che la Locatrice avesse inteso vendere o permutare la sua proprietà, poteva farlo con breve preavviso e il contratto d’affitto veniva rescisso a partire da S. Martino di quello stesso anno. Se gli affittuari si fossero dimostrati morosi, la Locatrice aveva il diritto di essere risarcita dei danni che le potessero derivare. Per concludere ,le spese del contratto erano a carico degli affittuari.

Le terre che erano state affittate ai contadini Giovanni e Silvestro Mora consistevano in:

Tipologia del terreno Regione-toponimo Superficie in are Superficie in pertiche
Prato, aratorio e bosco Marzasco di Caristo 144,07 21,17
Aratorio, vigna e bosco Alle Vigne di Caristo 620,45 94,19
Aratorio e prato A Roij 171,80 26,6
Aratorio e brughiera Sopra la cascina 193,90 29,15
Latifondo alla cascina Marazzini 349,32 53,9
Prato al Maglio detto del Molinaro 40,50 6,4,6
Cascina Marazzini
Totale 1.518,04 231,22,6

Nel contratto la cascina Marazzini viene descritta in tutte le sue parti. Si entrava nel cortile attraverso una grande porta posta “sotto arco di cotto coperto da tetto rustico in due spioventi, chiuso con cancello di un’anta”. A levante della porta c’era un portico, quindi seguiva una stalla. A levante della stalla, salendo due gradini di sasso vivo, si entrava nella cucina; seguiva una cantina e un dispensino posto a settentrione della cantina con pavimento in terra battuta. A mezzogiorno della cantina si trovava un pozzo d’acqua viva coperto da un voltino in cotto “con alzata di un gradino di (sasso) vivo soglia e davanzali simili” fornito di tornio ligneo munito di quattro manette, con una catena e un secchiello. Proseguendo verso levante, a pochi passi dalla vasca in sasso che fungeva da abbeveratoio per gli animali, si trovava una porta che immetteva in una cucina, salendo un gradino di sasso lavorato si entrava nella cantina. Sempre a levante vi era un porcile con un pollaio; seguivano un portico, un forno con la soglia e stipiti di sasso vivo.

Dalla cucina si saliva per mezzo di una scala di legno al piano superiore. dove un ballatoio in legno permetteva di accedere ai fienili orientati a ponente, e alla camera posta sopra la cucina. Una seconda camera con dispensino si trovava sopra la cantina. Un altro pontile ligneo portava al secondo piano dove vi erano due altre camere e superiormente alle due camere si trovava un solaio. A mezzogiorno del cortile si trovavano altri fabbricati: tre porcili con sopra i pollai; a ponente dei porcili c’era un casso coperto di paglia in disuso, un altro casso coperto di paglia a due spioventi era ubicato a levante del cortile.

A partire dal 1902 fino al 1917 l’avv. Giulio Bonola Lorella vendette ai contadini locali  alcuni lotti di terreno situati nel territorio di S. Cristina in regione Vigane di Caristo come viene illustrato nella tabella.

Data Acquirente Prezzo di acquisto in Lire per ogni pertica Milanese Terreno Regione Superficie in pertiche Milanesi
7/11/1902 Mora Giovanni fu Giuseppe 170 Prato, aratorio e bosco Marzasco 21,17
12/11/1902 Medina Giuseppe fu Domenico 200 Brughiera Vigane 10,00
16/11/1902 Gloria Francesco Maria fu Angelo Maria 210 In gran parte a brughiera ed in piccola parte ad aratorio Marazzini sopra la Cascina 8,00
18/11/1902 Baldone Antonio e Lino fu Pietro 300 Aratorio e ripa piantumata Marazzini sopra la Cascina 11,00
23/11/1902 Giustina Alessandro di Battista 500 Vigna Vigane 5,00
29/03/1903 Medina Pietro fu Giulio 210 Brughiera Vigane 14,00 ca
1/10/1903 Medina Luigi e Battista fu Alessandro 480 Porzione di vigna Vigane 7,00
30/10/1903 Cerutti Pietro e Giulio di Alessandro 480 Porzione di vigna Vigane (?)
8/11/1903 Baldone Antonio fu Pietro 495280 Porzione a vignaPorzione di aratorio ViganeVigane 6,00
8/11/1903 Baldone Lino fu Pietro 280 Poraione frammezzo all’aratorio Vigane 6,00 ca
29/12/1911 Medina Pietro fu Giulio 250 Aratorio a brughiera boscata Vigane 17,00 ca
28/10/1913 Valsesia Giovanni fu Antonio e Bacchetta Carlo fu Natale 280215 Porzione a levante Aratorio e brughierabrughiera Vigane 12,00 ca
1/03/1913 Medina Giuseppe fu Domenico 250 Porzione a ponente della brughiera Vigane di Caristo 1,4,8
14/03/1913 Baldone Lino fu Pietro 228 Porzione frammezzo della brughiera verso mezzodì Vigane 6,00
9/04/1916 Medina Angelo e Serafino fu Luigi e nipoti Giuseppe, Costantino, Vittorio e Giovanni fu Giovanni 725 Porzione a levante della brughiera Vigane 3,5,11
26/01/1916 Medina Angelo e Serafino fu Luigi e nipoti fu Giovanni 151 Brughiera Vigane di Caristo 12,00 ca

Le proprietà dell’avv. Giulio Bonola Lorella passarono alla sorella Adele Bonola che sposò l’avv. Ambrogio Marazza, da questo matrimonio nacque a Borgomanero il 20 luglio 1894 Achille Marazza che fu uomo politico di spicco del nostro territorio. Si iscrisse nel 1919 al Partito Popolare, durante la seconda Guerra Mondiale partecipò alla lotta partigiana nella clandestinità diventando membro del CLN Alta Italia.

A guerra terminata fu uno dei maggiori esponenti della Democrazia Cristiana del primo dopoguerra e Deputato all’Assemblea Costituente, nel 1950 fu Ministro del Lavoro e della Previdenza sociale nel VI Ministero De Gasperi. Morì a Verbania il 7 febbraio 1967 lasciando alla sua Città di Borgomanero la villa di famiglia e il parco affinché venisse istituita una Biblioteca e una Casa di Cultura che oggi porta il suo nome.


Note

[1] Annibale Bertotti nacque il 2 marzo 1881 a Fara Novarese da Giovanni Gaspare fu Pietro e Baccalaro Maria fu Antonio. Nell’anno 1910 conseguì il diploma professionale di Perito Agrimensore nell’Istituto Tecnico Fabrizio Mossotti in Novara, lavorò nello studio della Ditta Andrea Ambrosini di Borgomanero negoziante in Coloniali e legnami di Borgomanero negli anni 1890-1892, quindi esercitò la sua professione di agrimensore aprendo uno studio a Borgomanero e operando nei paesi di Suno, Agrate, Bogogno, Cressa, Revislate e Veruno, Carpignano Sesia e Fara Novarese. Svolse pure attività nello studio del sig. Contini Enrico da Ternate che acquisì le terre del cav. Serazzi nel territorio di Veruno.

[2] G.COLOMBO, La storia di Borgomanero, 1978, pp.331-334.

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