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a cura di Alberto Temporelli – Articolo tratto da “il Voltone” anno 2010 – numero 2

Foto ricordo dell’inaugurazione del Tiro a Segno di Borgomanero avvenuta nel giugno 1910

Nello Stato del Piemonte l’idea di diffondere nei centri urbani “di una certa importanza” il tiro a segno per esercitare i cittadini all’arte della guerra, sembra abbia avuto origine nella mente di un certo Alessandro Pernati di Momo (1808-1894) [1], che fu ministro nel secondo gabinetto di Massimo d’Azeglio (21 maggio – 4 novembre 1852). Il Pernati non fece che riprendere una tradizione consolidata, infatti già in epoca napoleonica erano state istituite in diversi paesi le guardie nazionali che, soppresse dopo la Restaurazione, furono riattivate con il re di Savoia Carlo Alberto, entrarono in azione durante la I Guerra di Indipendenza (1848-49) e furono mobilitate nella II Guerra di Indipendenza (1859-’60). Le esercitazioni di tiro a cui si sottoponevano i militi erano infatti essenziali per mantenere efficienti i componenti delle Guardie Nazionali dei vari centri urbani dove erano state istituite.

La tradizione di organizzare associazioni di tiro a segno per esercitare i futuri soldati, continuò anche nei decenni seguenti all’Unità d’Italia. Lo Stato italiano, con la Legge 1882, n° 883 mirò ad istituire accanto a Società autonome di Tiro a segno, anche un “Tiro a segno nazionale” che “fosse opera e cura diretta dallo Stato … allo scopo di preparare la gioventù e conservare la pratica delle armi in tutti coloro che fanno parte dell’esercito permanente e delle milizie”[2]. Le Società di Tiro a segno nazionale sarebbero diventate “un servizio di Stato”, riconoscendole come“veri e propri organi dello Stato (art. 2 e 3)” che avevano lo scopo di preparare i giovani di un’età superiore ai sedici anni all’uso di armi da fuoco e di esercitare i congedati dal servizio militare alla pratica delle armi.

Queste Società furono inizialmente sottoposte al controllo del Ministero dell’Interno e successivamente al Ministero della Guerra, infatti a partire dal Regio Decreto del 16 aprile 1906 n° 100, la Legge portò “il passaggio del servizio del Tiro a segno dal Ministero dell’Interno a quello della Guerra”. Il Ministero della Guerra aveva il compito non soltanto di vigilare, ma anche di dirigere ed ordinare sotto ogni aspetto i tiri a segno nazionali “rendendo lo Stato vero e diretto autore in cui la istituzione si esplica.” [3]. La Legge stabiliva anche quale dovesse essere la forma e l’uso degli emblemi e delle bandiere [4] attribuendo alla partecipazione al Tiro a segno nazionale gli stessi effetti del servizio militare [5] e provvedendo al suo funzionamento “con mezzi dello Stato, con tributi imposti alle province ed ai Comuni, con tasse dalle quali dispensa gli indigenti, e colle stesse finanze nazionali” [6].

Sempre la Legge stabiliva che l’elezione dei membri delle presidenze locali e delle Direzioni provinciali dovesse avvenire secondo i modi e le norme fissati dallo Stato, in quanto operavano come organi di Stato. Anche le Direzioni mandamentali del Tiro a segno nazionale come quella di Borgomanero, avevano la stessa natura giuridica delle Direzioni provinciali, quindi dovevano compilare gli statuti, progetti e bilanci, senza consultare i soci e tutto sottoponendo alla Direzione provinciale e al Ministero, loro diretti superiori. Le casse delle Società di Tiro a segno, pur essendo costituite da spontanee offerte dei tiratori, dovevano attenersi alle norme contenute nella Legge 1882, la quale mostrava l’affinità esistente fra l’istituto del Volontariato militare e quello del Tiro a segno nazionale.

Poiché la finalità dell’istituzione dei poligoni di tiro a segno era quella dell’educazione militare nazionale, lo Stato credette opportuno subordinare l’istituzione dei singoli campi di tiro alla richiesta e alla partecipazione dei tiratori. Dopodiché, se vi era un numero base di associati che richiedevano la costruzione di un poligono, lo Stato finanziava la costruzione del poligono di tiro. La Legge 2 luglio 1882, art. 4, infatti stabiliva che “potrà essere istituita una Società di Tiro a segno nazionale quando sui ruoli di iscrizione si abbiano almeno cento tiratori”.  

Una delle prime società del Tiro a segno ad essere istituite nella nostra Provincia fu quella di Novara dove già esisteva un sodalizio di Reduci delle Patrie Battaglie (P.B.) il quale si fece promotore di un Comitato provvisorio per costituire un Tiro a segno. Le Società del tiro a segno di Novara iniziò la sua storia il 31 agosto 1879. Fu presieduta dal massone professor Francesco Gastaldi (1846-1927), volontario nella campagna del 1866. Fondatore e presidente in pratica a vita della Società dei reduci P.B., fautore e presidente della Società di Tiro a segno, presidente del Battaglione volontari ciclisti costituito nel 1905, coordinatore della costituenda Associazione provinciale dei volontari garibaldini, s’impegnò nell’istruzione popolare e nelle iniziative cooperative e filantropiche promosse da liberali e democratici.

Il Gastaldi ebbe come primo segretario Carotti e, tra i consiglieri, i massoni Giuseppe Perone e Secondo Perone. Tra i fondatori della Società troviamo anche i maggiori esponenti dell’associazionismo reducistico: oltre a Gastaldi, Alessandro Cappa (m.1912), già presidente dei reduci PB; Demetrio Mongini (1847-1907), attivo nel sodalizio dei reduci; Alberto Ranza (m. 1904), amministratore della stessa società. Il campo di tiro di Novara (progettato da Perone) fu inaugurato ufficialmente il 20 settembre 1885 [7]. Altri impianti mandamentali sorsero con alterne vicende a Galliate, Trecate, Arona, Borgomanero, Omegna, Intra, Pallanza, Domodossola [8].

A Borgomanero la Società di Tiro a segno era già presente nel gennaio 1884 come rileva il Decreto attuativo della Direzione Provinciale Novarese di Tiro a segno che autorizzò la costituzione della Società di Tiro a segno nel mandamento di Borgomanero [9].

Domenica 13 gennaio 1884 il Sindaco cav. Francesco Maioni convocò un’assemblea nei locali del S. Spirito, per la nomina del Presidente della Società. Non essendoci ancora a Borgomanero un poligono di tiro, gli iscritti della Società di nuova costituzione si recavano per le esercitazioni di tiro ad Arona, ospiti della Società Ginnastica che concedeva a loro l’uso del proprio campo di tiro. Nel luglio 1884 i soci iscritti pensarono di erigere un nuovo poligono di tiro a Borgomanero.

Il capitano Angelo Pralongo del Genio Militare fu incaricato di compiere un sopralluogo a Borgomanero per decidere dove costruire il nuovo campo di tiro. L’ing. Carlo Del Bono ebbe il compito di assistere il Capitano nell’esplorazione del territorio, fornendogli utili chiarimenti per individuare la località più adatta ove far sorgere il nuovo poligono.

Due anni passarono senza un nulla di fatto. Il 31 ottobre 1886 fu indetta una seconda assemblea della Società di Tiro borgomanerese per nominare i membri della Presidenza. Durante l’adunanza il sig. Giuseppe Balsari fece un’interpellanza chiedendo perché, dopo un iniziale brillante avvio, la Società aveva abbandonato le pratiche per la costruzione del campo di tiro.

L’assemblea si propose “maggior solerzia per l’attuazione del campo di tiro indispensabile in un importante Comune qual è Borgomanero”. Dunque si passò alla nomina dei membri della Presidenza e furono eletti Giuseppe Fara Forni, Carlo Cambieri, Giovanni Battista Primatesta.

L’impegno profuso dai soci fu tale che qualcosa si mosse, infatti il 20 aprile 1887 in una minuta di lettera si rilevava che era stato preso in esame dagli uffici competenti il progetto di un campo di Tiro a segno per il Comune di Borgomanero.

Si osservava “che tecnicamente le opere dal lato della difesa sembra(va)no convenientemente studiate” anche se si rilevava che vi era ancora qualche imperfezione. Si sarebbero dovute togliere dal progetto “le fosse dei marcatori indicate alle distanze di 150-250 e 350 dalla fronte di fuoco le quali sarebbero superflue”, in quanto le lezioni di tiro dovevano essere eseguite “esclusivamente alle distanze di 100-200-300 e 400 metri”. La relativa diminuzione di spesa poteva essere impiegata per la “costruzione di nicchie pei marcatori che in tal modo si troverebbero meglio difesi dalle intemperie e dalle possibili deviazioni e rimbalzi dei proiettili.” Per la costruzione dell’opera si sarebbero spese £ 24.736,16, ad esclusione delle spese del progetto e della direzione dei lavori, nonché dei necessari legamenti di ferro, delle coperture dei diaframmi, della costruzione del muro di cinta e delle fosse per lo scolo delle acque [10].

Il 19 dicembre 1887, il capitano Marieni del Genio Miliare arrivò alle ore 8,43 con il treno alla stazione di Borgomanero, inviato dai suoi Superiori per compiere un sopralluogo e per “esaminare la località ove dovrà sorgere detto Tiro a segno” [11]. Per accompagnare il Capitano nella esplorazione del territorio fu ancora delegato dal Comune l’ing. Carlo Del Bono, ma la scelta del luogo e l’esecuzione del progetto ebbero tempi più lunghi del previsto a causa delle lungaggini burocratiche e di qualche altro cavillo a noi sconosciuto che impedì la realizzazione dell’impianto di tiro a segno in tempi brevi.

Fra il 1890 e il marzo 1891 vennero presentati tre progetti del futuro poligono di tiro. I primi due vennero bocciati perché troppo esosi. Il terzo progetto presentato in data 29 giugno 1890, disegnato dall’ing. Carlo Del Bono, prevedeva una spesa di lire 20.527,20, inferiore di lire 13.889,02 rispetto al primo progetto che preventivava un costo di lire 34.412,22. Quest’ultimo progetto fu approvato dalla Direzione Provinciale di Novara nell’adunanza dell’11 febbraio 1891 e trasmesso alla Direzione Territoriale di Torino per l’approvazione conclusiva. Dopodiché fu mandato al Ministero dell’Interno ove si sarebbe dovuto provvedere allo stanziamento dei fondi nel bilancio per l’esercizio 1891-‘92, al fine della costruzione del campo da tiro a segno.

Nell’attesa dell’approvazione definitiva del progetto i Superiori del Genio Militare di Novara ordinarono al Capitano del Genio cav. Botteoni di recarsi il 23 luglio a Borgomanero per conferire con l’ingegnere Carlo Del Bono sull’individuazione della località ove impiantare il nuovo campo di tiro. Intanto qualcosa andò storto perché il 12 agosto 1891 la Prefettura della Provincia di Novara trasmise una lettera al Sindaco di Borgomanero in cui comunicava con un linguaggio burocratico che “la Direzione del Genio di Torino (Comando locale di Novara) presso cui trovasi, per un preliminare esame, il progetto per l’impianto di un campo da tiro a segno in Borgomanero, ha testé riferito per telegramma che il progetto presentato non essendo conforme alle ultime istruzioni attende elementi per concretare le norme di ricompilazione”. Firmato il Prefetto.

Il 17 agosto di quell’anno un’altra lettera della Prefettura di Novara (prot. n° 14.660) faceva presente che “il progetto per l’impianto di un campo di tiro a segno in Borgomanero, fatto compilare da quella Società mandamentale, non essendo stato riconosciuto conforme alle vigenti prescrizioni regolamentari, né rispondente alle volute condizioni di sicurezza e alle esigenze dell’economia, questo Comando del Genio Militare chiese direttamente a Codesta Società alcune informazioni e dati per proporre le norme da osservarsi dalla Società stessa nel concretare un nuovo progetto”. Con questa lettera un altro capitolo relativo alla costruzione del campo di tiro a segno borgomanerese si chiuse nel peggiore dei modi, rinviando a migliori tempi l’esecuzione dello stesso.  Questi impedimenti provocarono certamente malumori e tensioni all’interno della stessa Società di Tiro a segno di Borgomanero che si sciolse dopo poco tempo.

Passarono sei anni e il 12 agosto 1899 il Sindaco di Borgomanero avv. Vincenzo Tornielli, durante una seduta municipale, sulla base della mozione dell’assessore Rossignoli avv. Giuseppe, propose “di porre allo studio la ricostituzione della Società per l’impianto a Borgomanero del Tiro a segno nazionale”. Il 30 agosto 1900 la Giunta Comunale deliberò di ricostituire la Società mandamentale del Tiro a segno nazionale, pubblicando uno speciale manifesto d’invito per le nuove iscrizioni e per la conferma delle vecchie iscrizioni. Non appena si fosse raggiunto il numero di cento iscritti (numero stabilito dalla Legge) i medesimi soci sarebbero stati convocati per decidere la nomina dei membri della Presidenza della rinata Società.

La Società fu ricostituita nel 1902. Il 30 aprile di quell’anno, quando era sindaco di Borgomanero il cav. Giovanni Ghiglione. Si decise finalmente di acquistare i terreni demaniali per la costruzione del tanto agognato poligono di tiro. Il Ministero della Guerra ordinò la compilazione del progetto di attuazione che prevedeva “l’occupazione di parte dei terreni demaniali (Regione Pasquirolo) che furono già messi all’asta in data 10 marzo scorso”. Il terreno prescelto per la realizzazione del campo di tiro aveva un’estensione di 20 pertiche, pari a quasi 13 are. La spesa da sostenere per l’acquisto dei terreni era di circa 8.000 lire.

Mappa di Borgomanero, 5 aprile 1905

Il 15 maggio 1902 venne presentato il progetto al ministero della Guerra per l’approvazione. Il 16 marzo 1903 il Ministero della Guerra approvò il progetto del genio Militare per la costruzione del campo di Tiro a segno per l’importo di lire 32.500. Il Comune avrebbe dovuto contribuire per 1/5 della spesa, pari a 6.500 lire. Ma ancora problemi di vario ordine impedirono l’attuazione del progetto in tempi brevi.

Scelta la località ove impiantare il campo di tiro, acquistati i terreni previa espropriazione degli stessi, finalmente i lavori per la costruzione del campo furono avviati. Si legge in un comunicato rilasciato dalla Stazione dei carabinieri di Borgomanero in data 14 marzo 1905: “Presso la Società di Tiro a segno di Borgomanero sono appena cominciati i lavori per la costruzione del nuovo campo di tiro, lavori che non saranno ultimati che fra due mesi circa. Quando detti lavori saranno pressoché ultimati, il Comando della Divisione Militare si riserva di dare disposizione perché vengano consegnate alla presidenza della suddetta Società le armi di sua proprietà, attualmente in custodia presso Codesta Stazione” [12].

Il 10 ottobre 1905 fu ultimata la costruzione del poligono di tiro ad opera dell’impresa edile Carlo Vecchi fu Giovanni, per un costo complessivo di lire 38.108, “ivi compresi i mq 75.000 circa di terreni espropriati (30 appezzamenti) ed ogni spesa tecnica e di direzione. Incaricato del piano particolareggiato di esecuzione e dell’elenco di espropriazione dei beni occupandi per la sede stabile e del campo di tiro, sue dipendenze ed accessori (fu) il geom. Annibale Bertotti.” [13].

Diploma rilasciato al geom. Annibale Bertotti

 

La Società si trovò a fare spese superiori al previsto dovendo mettere in sicurezza il poligono difendendolo con speciali indicatori di divieto di passaggio, con siepi, con filo di ferro, con un muro di cinta, onde si riducessero i pericoli per coloro che intendevano assistere ai tiri, inoltre si era già dovuta accollare l’ingente somma di lire 1.200 per l’acquisto di dieci fucili. Il Presidente della Società prof. Giovanni Balsari il 2 dicembre 1905 fece un’ufficiale istanza di sussidi al Comune di Borgomanero per acquistare i mobili con cui arredare gli uffici societari, inoltre fu fatta una richiesta di fondi finalizzata all’acquisto di altro materiale di arredamento per il campo di tiro lungo più di 300 metri: gli stalli alla stazione dei tiratori, i bersagli, gli steccati di separazione tra la stazione dei tiratori e il pubblico.

Intanto il Prefetto di Novara aveva inviato una lettera al Presidente della Società di Tiro a segno in cui comunicava che il Ministero della Guerra aveva disposto il pagamento di lire 3.811,07 quale quota di concorso dello Stato sull’importo di lire 6.351,78 delle indennità dovute ai proprietari dei terreni espropriati per la realizzazione dell’impianto di tiro a segno.

Nell’anno 1906 erano iscritti alla Società del Tiro a segno di Borgomanero 320 soci appartenenti alla Milizia volontaria, 88 erano soci liberi e 6 erano i soci appartenenti alle scuole. I soci contribuenti erano 414, mentre 9 erano soci esenti dalla tassa i quali avevano presentato un certificato in cui risultava essere indigenti e dunque impossibilitati a pagare la tassa e le munizioni. Complessivamente erano iscritti 423 soci, di cui 246 frequentavano regolarmente le esercitazioni e avevano conseguito l’idoneità nelle lezioni di tiro. I fucili M. 1891 messi a disposizione per il tiro al bersaglio erano dieci; cinque erano le linee nel campo di tiro.

In base ai dati statistici dell’esercizio 1907, i soci del Tiro a segno nazionale di Borgomanero erano 347 che facevano parte della Milizia dei Volontari, 6 provenivano dalle scuole, 84 erano i soci liberi. I soci che versavano una tassa di iscrizione erano 437, inoltre 8 erano soci che erano esenti dal pagamento della tassa. Complessivamente i soci iscritti al Tiro a segno nazionale erano saliti a 445, di questi ben 229 frequentavano regolarmente le esercitazioni ottenendo l’idoneità nelle lezioni di tiro. Le armi in dotazione erano ventidue fucili M. 1891 [14].

Nel Bilancio preventivo Entrate-Uscite dell’anno 1906-1907 compilato dall’ufficio di presidenza nell’adunanza del 25 novembre 1906, firmato dal segretario Giovanni Battista Giantelli e dal presidente prof. Giuseppe Balsari, deliberato dalla Direzione provinciale nella seduta del 14 marzo 1907 e approvato dal Ministero della Guerra il 25 marzo 1907 risulta quanto segue nella sottostante tabella [15]: clicca qui per scaricare la tabella in formato PDF.

Una causa intentata dal Cotonificio Rondo contro la Società del Tiro a segno di Borgomanero

Il mese di ottobre 1907 fu particolarmente piovoso. Parecchi furono i danni causati dalle piogge autunnali di quei tempi. Il giornale L’Amico ricorda un incidente provocato dalle piogge insistenti di quell’anno: “La macchina del treno che giunge a Borgomanero circa alle 21,30 proveniente da Santhià la sera del 16 corrente, all’uscita della penultima galleria presso Cureggio, veniva investita da una frana che la faceva deragliare. L’urto fu così violento che il macchinista scagliato contro la scarpata rimase ucciso sul colpo, ed il fochista preso tra la piattaforma della macchina ed il primo vagone che si schiacciò contro, moriva dopo circa un’ora di atroci sofferenze senza che si potesse far nulla per salvarlo.” [16]. A causa della stessa frana sempre nei pressi di Cureggio ci furono altri incidenti con qualche ferito, perciò nei giorni successivi furono sospese le partenze e gli arrivi dei treni.

Le acque torrenziale dell’autunno 1907, scendendo irruenti dalla collina del Colombaro, avevano allagato la zona penetrando nella manifattura di cotone lì ubicata causando danni alle macchine e alle merci. Il Cotonificio “Rondo” che era sorto nel 1906 per iniziativa del Presidente Enrico Mardmelier con un capitale di lire 350.000 [17], era confinante con lo stabilimento del Tiro a segno mandamentale.

Il Sindaco di Borgomanero fece un sopralluogo e constatò che nella notte del 16 ottobre e nei giorni seguenti, “le acque del torrente Gruetto unite alle acque colanti dalla collina del Colombaro, ingrossate dalla pioggia, essendo trattenute dai rialzamenti di terreno operati per il locale poligono del tiro a segno nazionale costruito a valle dello stabilimento del Cotonificio di Borgomanero, non potendo defluire come per lo innanzi, inondarono lo stabilimento stesso, cagionandovi gravi spese e danni per merci e macchine avariate, sospensione del lavoro ed altro; né è stato possibile liberarlo dalle acque se non tagliando fino al suolo gli argini del Poligono e dando così in misura sufficiente alle acque raccoltesi lo scolo che la località aveva prima della costruzione del Poligono” [18]. 

Il Cotonificio di Borgomanero asserì di essere stato “gravemente danneggiato dal confinante Poligono del Tiro a segno nazionale che, impedendo per insufficienza di provvidenze idrauliche lo scolo naturale dei fondi più elevati, è cagione di inondazioni allo stabilimento del Cotonificio ivi costruito” e con l’intervento degli avvocati Vittorio Scialoja e Giulio Bonola mosse causa alla Società di Tiro a segno [19]. La Presidenza del Poligono di Tiro prese atto dei danni arrecati ai macchinari e alle merci del Cotonificio borgomanerese “riconoscendone le cause nei terrapieni del Poligono, perché a piena conferma del certificato del Sindaco”, ammise che gli argini si dovevano abbattere per dar sfogo alle acque raccolte nello stabilimento. Si andò in Tribunale e l’Ufficio di difesa della Società Tiro a Segno, pur adducendo che “le inondazioni provenivano da un preteso abbassamento di terreno operato dallo stesso Cotonificio che così si sarebbe esposto alle inondazioni di sorgiva”, non poté negare che i terrapieni del Poligono avevano reso meno facile il deflusso delle acque causando di conseguenza un ristagno che provocò l’allagamento del vicino stabilimento tessile.

Gli avvocati che difendevano gli interessi del Cotonificio chiesero il risarcimento dei danni provocati dall’acqua ristagnante che si sarebbero potuti facilmente evitare con opere murarie opportune. Inoltre l’Accusa affermava che il Tiro a segno e il Ministero della Guerra e della Difesa da cui dipendeva in quanto organo vigilante, erano responsabili in base all’art. 1151 del Codice Civile, per il fatto che il Poligono era “tecnicamente imperfetto ai fini stessi della pubblica Amministrazione, quando i fondi circostanti ne vengano danneggiati a cagione dei proiettili uscenti per la disadatta conformazione dei ripari” [20].

In definitiva il Cotonificio di Borgomanero chiese il risarcimento dei danni che gli provenivano non soltanto dall’inondazione ma anche “pel frastuono e pel tremolio cagionato nello stabilimento dagli spari fatti in tanta sua vicinanza”. Pertanto si stabilì che:

“Piaccia al Tribunale Ill.mo … 

  1. Condannare le Amministrazioni convenute a risarcire solidamente al Cotonificio di Borgomanero tutti i danni che gli sono provenuti, gli provengono e gli proverranno dal Poligono di Tiro a segno nazionale in Borgomanero; a) pel fatto delle inondazioni dello stabilimento del Cotonificio in Borgomanero verificatosi nel mese di ottobre 1907; b) pel fatto di quelle che eventualmente si verificheranno in avvenire; c) pel fatto medesimo del pericolo di dette future inondazioni; d) pel fatto dell’esercizio del tiro in detto Poligono.
  2. Liquidare quelli di detti danni che si sono finora verificati, previi, se del caso, gli opportuni incombenti; accordando intanto al Cotonificio una congrua provvisionale.
  3. Condannare le Amministrazioni convenute anche alle spese del giudizio.
  4. Ordinare la provvisoria esecuzione della sentenza (…)”

Il Cotonificio di Borgomanero chiede il risarcimento, nonché l’esame testimoniale su i seguenti capitoli:

  1. Il Poligono del Tiro a segno nazionale in Borgomanero trovasi costruito a valle a confine dello stabilimento del Cotonificio mediante costruzioni e sopraelevazioni di terreno che, mutando il naturale regime delle acque in quella località, hanno cagionato nell’ottobre 1907, e, se non si provvede con opere opportune da parte del Tiro a segno nazionale, cagioneranno necessariamente anche in avvenire, gravi inondazioni a quello stabilimento con gravissimi danni del Cotonificio.
  2. Le dette costruzioni e sopraelevazioni, cagione di dette inondazioni, furono progettate ed ordinate dal Genio militare e dall’Amministrazione centrale e provinciale del Tiro a segno nazionale contro l’avviso dei tecnici locali e le proteste dei proprietari dei terreni siti a monte richiamati l’attenzione sulle inondazioni che ne sarebbero con ogni probabilità derivate.
  3. I danni finora constatati quale effetto delle avvenute inondazioni superano l’ammontare di lire centoquarantaseimila. Roma 26 giugno 1908.

Avv. Vittorio Scialoja, Avv. Giulio Bonola Lorella, Avv. Salvatore Uber proc. [21].

Nel Bilancio preventivo Entrate-Uscite dell’anno 1907-1908 compilato dall’ufficio di presidenza del 30 novembre 1907, firmato dal segretario Giovanni Battista Giantelli e dal presidente prof. Giuseppe Balsari, deliberato dalla Direzione provinciale nella seduta del 22 febbraio 1908 e approvato dal Ministero della Guerra il 24 marzo 1908, risulta quanto segue [22]:

clicca qui per scaricare la tabella in formato PDF

La Presidenza del Tiro a segno di Borgomanero deliberò il 20 novembre 1908 di approvare la spesa di lire settemilasettecentoottantasei (£ 7.786, 25) per la sistemazione del poligono di tiro, questa cifra corrispondeva soltanto ad un quinto delle spese previste che ammontavano complessivamente a lire 38.931,77 al fine di rendere il campo di tiro sicuro sotto tutti gli aspetti. I lavori di ammodernamento e messa in sicurezza furono attuati tra il 1908 e l’estate 1909.

Il 15 settembre 1909 il Presidente della Società inviò una lettera al Sindaco di Borgomanero in cui dichiarava che erano stati eseguiti diversi lavori per migliorare il poligono di tiro, comprendenti un impianto del sistema elettrico di segnalazione e altre opere necessarie. Il campo di tiro ormai rispondeva alle esigenze delle esercitazioni che vi si svolgevano senza pericoli per gli astanti. Il Presidente si premurò di avvisare il Sindaco che la sua Società aveva deliberato di inaugurare ufficialmente il campo di tiro a segno con la Bandiera sociale nell’anno 1910. In tale occasione, proseguiva la lettera, sarebbero state indette gare straordinarie di tiro “la cui importanza verrà accresciuta da quella di Campionato provinciale per la quale si sono già iniziate le dovute pratiche presso le Autorità superiori”. [23]

La Società guidata dal Presidente prof. Giuseppe Balsari  stabilì che l’inaugurazione ufficiale del Campo di tiro a segno seguita dalle gare si sarebbero svolte nei giorni 26-27-28-29 giugno 1910. Il Comune rappresentato dal Sindaco avv. Giuseppe Rossignoli deliberò di contribuire alle spese per l’allestimento delle gare.

Anno 1910: l’inaugurazione del Poligono e le gare di tiro

Incominciarono i preparativi per l’allestimento delle gare provinciali di tiro a segno che si sarebbero svolte nel mese di giugno di quell’anno in concomitanza con l’inaugurazione del poligono di tiro. I lavori procedettero alacremente mentre dalla Prefettura di Novara giunse il 27 marzo al Sindaco di Borgomanero una lettera in cui si diceva che “Sua Maestà il Re, si è compiaciuto donare una coppa d’argento come premio per una gara di tiro a segno che codesta Società Mandamentale terrà alla fine del prossimo giugno, per festeggiare l’inaugurazione del nuovo poligono e della bandiera sociale.” La lettera era firmata dal prefetto di Novara.

Il Consiglio comunale di Borgomanero presieduto dal Sindaco dott. Edoardo Del Bono, in vista dell’inaugurazione del campo di tiro a segno, propose all’unanimità di elevare il sussidio alla Società di Tiro a segno da lire 200 a lire 500, e stabilì che con tale somma di costituisse un premio speciale da assegnare alla gara più importante di tiro colla denominazione “Premio del Municipio di Borgomanero”.

Nel mese di giugno 1910 si conclusero i lavori per preparare le gare del tiro a segno che promettevano di essere entusiasmanti con ricchi premi in palio. Le gare si svolsero alla fine di giugno ed ebbero un notevole successo. Vi presenziò l’Onorevole deputato del Collegio, il comandante della Divisione Militare e altre personalità politiche e militari. Parteciparono alle gare numerosi tiratori scelti provenienti da diverse province del Regno e fra questi uno dei migliori tiratori, il socio sig. Mayer che aveva gareggiato a Omegna durante le gare che si erano svolte il 15-16 maggio 1910, nelle quali si era distinto vincendo il primo premio (L’Amico, 4 giugno 1910). Nel giornale L’Amico di sabato 2 luglio 1910 così si legge: “La gare straordinarie promosse da questa Società di Tiro a segno procedettero con la massima regolarità e precisione (…) L’inaugurazione avvenuta domenica con tutte le autorità prefettizie e militari della bandiera sociale riuscì bene, come pure il pranzo d’onore per le Autorità e Presidenti della Società fu improntato alla massima cordialità. Alla sera il concerto tenuto dalla musica militare fu graditissimo, ed una lode va pure alla Società elettrica che illuminò splendidamente la piazza e i corsi nelle sere di domenica e mercoledì.” [24].

I partecipanti provenivano da diverse province del Piemonte, dalla Toscana e dalla Lombardia. Le gare furono suddivise in diverse categorie. Nella categoria “Gara Esercito-Ufficiali” vinsero coppe e medaglie d’oro e d’argento: Riva Lorenzo tenente del 24° Fanteria; Dalmazzi Renzo tenente del 53° Fanteria; Abbate Francesco capitano 17° Artiglieria; Spiller Silvio capitano 25° Fanteria; Del Boca Giovanni 24° Fanteria; capitano Boretti Lodovico.

Nella categoria “Gara Esercito – Militari di truppa” vinsero: Creton Feliciano IV Alpini lire 40; De Gaudenzio Gerolamo lire 39; Trombetti Domenico lire 25; Coia Giacomo lire 20; Savi Gino lire 15; Girardi Dionigi, Coia Giuseppe, Natti Enrico lire 10; Bessaro Betti, Pergrigotti Carlo, Contini Francesco, Pautiero Andrea lire 5.

Nella categoria “Gara Reale” vi era in palio la grande coppa d’argento donata da S.M. Re Vittorio Emanuele III che venne vinta da Bardoni Guglielmo di Milano; la medaglia d’oro di S.M. la Regina fu vinta da Isnardi Camillo di Torino; un fucile modello 91 donato dal marchese on. Nicolò Leonardi di Gattico fu vinto da Bossetti Edoardo di Vercelli; una medaglia d’oro donata dal sindaco di Borgomanero Del Bono avv. Saverio fu vinta da Colombo Giuseppe di Intra; una coppa donata dal Tiro a segno di Milano fu vinta da Morganti Eugenio di Milano; una medaglia d’oro messa in palio dall’ing. comm. Stefano Molli fu vinta da Vercellone Carlo di Biella; altre medaglie d’oro furono vinte da Burzio avv. Agostino di Pavia, Vercellone Serafino di Biella, Panza Ernesto di Milano, una medaglia d’argento messa in palio dal ministero fu vinta da Campos Pepi di Torino.

Nella categoria “Gara Nazionale” vinsero: Burzio avv. Agostino di Torino lire 100; Corba Luigi di Milano lire 75; Vercellone Carlo di Biella lire 50; Isnardi Camillo di Torino lire 40; Vercellone Serafino di Biella lire 30; Pascoli ing. Giuseppe di Milano lire 25; Morganti Eugenio di Milano, Rovetta Pietro di Brescia, Panza Ernesto di Milano lire 20. Furono distribuiti anche altri premi di minor valore.

Nella categoria “Campionato Sociale”: una coppa d’argento messa in palio dal prof. Balsari fu vinta da Beltrami Giovanni; un fucile da caccia fu vinto da Croce Carlo; una medaglia d’oro messa in palio dal Collegio Manzoni di Borgomanero fu vinta da Ruffoni Giuseppe; una medaglia d’oro messa in palio da Degasperi G. fu vinta da Sacchi Federico; una medaglia Vermeil in targa messa in palio dal farmacista Carlo Pagani fu vinta da Zerboni Giuseppe; un’altra medaglia Vermeil messa in palio dal Circolo Amicizia fu vinta da Craveri Giovanni; e per concludere alcune medaglie d’argento furono vinte da Mayer Giovanni, Echioni Giovanni Battista, Simonotti Pio, l’agrimensore Bertotti Annibale e Vecchi Fortunato [25].

Terminati i gloriosi giorni delle gare in occasione dell’inaugurazione del campo, nei mesi ed anni a venire furono attuati ancora lavori di sistemazione: nel luglio 1911 vennero attuati lavori in muratura per la manutenzione dell’edificio, fu costruito un nuovo impianto elettrico, un impianto telefonico, fu collocata una pompa idrovora per una spesa totale di £ 5.047,15. Un quinto delle spese (£ 1009,43) furono a carico della Provincia di Novara [26].

Per evitare che, come nel 1907, si ripetesse l’allagamento del Cotonificio che sorgeva accanto al campo di tiro ogni qualvolta straripava in autunno la roggia Grua, l’Amministrazione del Tiro a segno di Borgomanero guidata nel 1917 dal prof. Giuseppe Balsari decise di costruire dei nuovi muri e contrafforti per potenziare gli argini. Si dette incarico alla ditta Ajroldi & C. per eseguire i lavori occorrenti che concernevano nella costruzione di due passerelle in muratura della luce di metri quattro in corrispondenza dell’attraversamento del torrente Grua che passa sotto le colline del Colombaro, la creazione di un passaggio di sfogo delle acque a metà circa la lunghezza degli argini e la costruzione di un certo numero di pilastrini tra loro uniti con tavolati di cemento per non interrompere la continuità degli argini stessi, a tre luci, della lunghezza complessiva di dieci metri, in modo tale da convogliare le acque nelle campagne a nord del tiro a segno al fine di non allagare il cotonificio adiacente.

La Società del Tiro a segno di Borgomanero fra le due guerre mondiali

Negli anni 1925-1929 e 1932 il Presidente della Società del Tiro a segno di Borgomanero fu il geom. Castignone Alfonso; il delegato dell’Unione di Tiro a segno era l’ing. Carena cav. Agostino nominato nel giugno 1930; il delegato del Comune era il geom. Barcellini Guido nominato nel maggio 1930; il delegato dell’Unione Nazionale degli ufficiali in congedo a partire dal settembre 1931 era l’ing. Rossignani Carlo, quindi gli succedette nel novembre 1934 l’ing. Beltrami Carlo; il Direttore di Tiro nominato nell’agosto 1931 era il geom. Cozzi Vittorio che venne sostituito nel dicembre 1937 da Jacquemond dott. Cesare; dal giugno 1930 era stato nominato Commissario di Tiro il sig. Antamati Mansueto che fu sostituito da Primatesta Ernesto nominato nell’aprile 1938 e Fontaneto Carlo nominato nel marzo 1940 [27].

Anni Presidenti della Società di tiro a segno Numero degli iscritti Frequentanti Idonei
1886 Fara Forni Giuseppe, Cambieri CarloPrimatesta Giovanni Battista      
1904-1906 Balsari prof. Giuseppe 423 246 246
1907 Balsari prof. Giuseppe 445 229 229
1925-1929 Castignone geom. Alfonso      
1932 Castignone geom. Alfonso 570    
1936-1937 Primatesta rag. Ernesto 112    
1938 Longhi Pietro 75    
1940-42 Binda Luigi 173    
1948   75    

Venti di guerra incominciarono a soffiare nell’ottobre 1935. L’aggressione fascista contro l’Etiopia iniziò il 3 ottobre 1935 e nel maggio 1936 le truppe guidate dal maresciallo Pietro Badoglio conquistarono Addis Adeba. Il 19 maggio Mussolini proclamò “il ritorno dell’impero” a Roma. Negli anni 1936-1939, durante la Guerra di Spagna, si infittirono le esercitazioni di tiro per preparare al meglio i futuri soldati italiani. Intanto 70 mila legionari fascisti, tutti volontari, partirono per il fronte spagnolo combattendo a fianco dei tedeschi per sostenere il generale Francisco Franco.

L’Ufficio pre-militare del Partito Fascista predispose una serie di esercitazioni volte a preparare i futuri militi ad una eventuale possibile guerra a più largo respiro. I campi di tiro a segno di tutta Italia divennero luoghi ove fare esercitazioni premilitari, così avvenne anche a Borgomanero dove vennero predisposti corsi premilitari già intorno alla metà degli anni Trenta nel poligono di tiro e non soltanto. Il primo marzo 1938, in una lettera inviata dal Podestà di Borgomanero al Maresciallo dei Carabinieri, si faceva presente che “in località di Fugnano Comune di Borgomanero è stato allestito un campo permanente di tiro a volo” in aperta campagna lontano dai centri abitati. Le attività della Sezione del Tiro a segno sarebbero iniziate la domenica 7 marzo e sarebbero consistite nella “esercitazione e gare di tiro al piattello regolarmente autorizzate dal F.I.T.A.V:” sempre in quegli anni si svolsero corsi di istruzione premilitare obbligatoria nel poligono di tiro di Borgomanero ubicato lungo la strada provinciale diretta a Romagnano Sesia. In questi casi il Sindaco di Borgomanero si premurava di inviare al Maresciallo dei Carabinieri una lettera in cui si faceva presente la necessità di allertare la popolazione civile con adeguati manifesti e segnalazioni per evitare eventuali disgrazie ed incidenti che potevano occorrere durante le esercitazioni.

La Guerra scoppiò il 10 giugno 1940. Giovani e meno giovani, partirono per combattere su diversi fronti. Molti di loro non tornarono più a casa. Le attività del Tiro a segno cessarono.

Il 4 marzo 1946 il Prefetto di Novara dott. Avalle inviò una comunicazione a tutti i Sindaci dei Comuni del Novarese in cui si precisava che “il Commissario Straordinario dell’Unione Italiana di Tiro a Segno ha fatto presente la necessità, in questi momenti di ripresa spirituale e materiale di fare opera di perseverante propaganda per dare incremento e sviluppo all’Unione del Tiro a Segno che non può riprendere in pieno la sua attività senza assumere un carattere popolare con la partecipazione di tutti i cittadini di illibata condotta politica e morale. D’altra parte l’appartenenza all’Unione Tiro a Segno come da disposizioni legislative in corso di emanazione, darà non pochi benefici ai soci specie per quanto riguarda il servizio militare. Prego pertanto di portare quanto sopra a conoscenza del pubblico.” [28].

Il Poligono di Tiro di Borgomanero risultava, dopo la guerra, ancora efficiente: era formato da un campo aperto con diaframmi lungo 200 metri composto da cinque linee di tiro. I fabbricati erano in buone condizioni statiche anche se era necessario intervenire con alcuni piccoli lavori di ristrutturazione fra cui “ricollocare le lastre d’acciaio alla traversa asportate da ignoti…”.

Ma nuovi tempi si stavano profilando all’orizzonte. Si doveva ricostruire l’Italia materialmente, politicamente, socialmente e moralmente. Gradualmente il Tiro a segno di Borgomanero perse quell’importanza che aveva avuto negli anni di fine Ottocento e nei primi decenni del XX secolo. A poco a poco diminuirono i soci fino all’estinzione della stessa Società Mandamentale. L’edificio venne abbattuto negli anni ’80 del XX secolo e l’archivio fu disperso. Questo ultimo fatto ha certamente impedito di conoscere più a fondo la storia del Tiro a segno borgomanerese. I pochi documenti rimasti conservati in alcune cartelle e depositati negli archivi pubblici e privati, ci hanno permesso di conoscere solo in parte e con qualche lacuna la vicenda storica di questa Società e del Poligono di tiro che ha accompagnato per quasi un secolo la storia della nostra Città.

Oggi al posto del Tiro a segno sono sorti nuovi edifici e di quel “Tempio della mira e della precisione” non è rimasto nulla: soltanto una trattoria ne ricorda il nome.


[1] A.ASPESI, Un altro novarese quasi dimenticato. Alessandro Pernati di Momo, in BSPN, LXVIII (1967), fasc. 2, luglio-dicembre, p. 16.

[2] Art. 5 e segg. della Legge 2 luglio 1882 ed art. 3 e segg. del Regolamento 15 aprile 1883 n° 1324.

[3] Ibidem.

[4] Regio Decreto 11 agosto 1884 n° 2630 “col quale si approva un emblema per la Società di Tiro nazionale”.

[5] Legge 22 luglio 1882, art. 8 e 9.

[6] Legge 22 luglio 1882, art. 8 e 9; Regolamento 15 aprile 1883 n° 1324, art. 3, 4, 6, 7, 8, 9, 10, 14, 16, 43, 44, 45, 47, 48 e 53; Regolamento 27 settembre 1890 n° 1724.

[7] La Riforma, 13 giugno 1907. Il Corriere di Novara, 22 giugno 1905; 7 maggio 1911.

[8] Il Corriere di Novara, 19 luglio e 6 settembre 1879; 6 set­tembre 1885; 20 marzo 1898; 27 novembre 1904; 28 febbraio 1907; 9 maggio 1909; 13 ottobre 1912. Secondo L’Amico del 25 maggio 1907, la società di Omegna festeggiò il X anniversario nel 1907.

[9] ASCB, Cat.8, cl.3, fasc. 1, Progetto di impianto.

[10] Archivio di Stato di Novara (ASN), Provincia, busta 1651.

[11] Ibidem.

[12] ASCB, Cat.8, cl.3, fasc. 1-14.

[13] G. COLOMBO, La storia di Borgomanero, Borgomanero, 1978, p.249.

[14] ASN, busta 1651.

[15] ASN, Provincia, busta 1651.

[16] L’Amico, 19 ottobre, foglio 2.

[17] Il Cotonificio Rondo concluse la sua attività nel 1958 e la manifattura fu acquistata dalla ditta Sampa.

[18] Ibidem, busta 597.

[19] Atti del Tribunale Civile di Roma Sezione 1°, Memoria autorizzata (Archivio Privato Manfredini).

[20] Atti del Tribunale Civile di Roma Sezione 1°, Memoria autorizzata (Archivio Privato Manfredini).

[21] Ibidem.

[22] ASN, Provincia, busta 1651.

[23] ASCB, Tiro a segno di Borgomanero, Cat. 8, cl.3, fasc. 1-30.

[24] L’Amico, 2 luglio 1910, foglio 3.

[25] L’Amico, 16 luglio 1910, f.3.

[26] ASN, Provincia, busta 597.

[27] ASCB, Tiro a Segno, Cat.8, cl. 3, fasc.24-30.

[28] Ibidem.

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